A proposito dell’otto Marzo, Festa della Donna
Il Giorno internazionale della donna viene accuratamente trasformato in una innocua festa della "primavera e della femminilità".
In TV vengono mostrate donne carine con mazzi di fiori, i negozi offrono sconti sui cosmetici e i politici borghesi pubblicano deferenti auguri.
Ma dietro a tutta questa patina glamour si perde l'essenza principale: l'8 marzo non è nato come una festa di complimenti, ma come una giornata di lotta. È la Giornata internazionale della solidarietà delle donne lavoratrici, nata dalle lotte delle operaie, dalle richieste di diritti politici e dalla lotta contro la povertà, l'ingiustizia e il potere del capitale.
La storia di questa giornata non può essere separata dal movimento socialista.
Una delle sue principali creatrici fu Clara Zetkin, una marxista tedesca e attivista del movimento operaio internazionale. Fu lei nel 1910 a proporre alle socialiste di istituire una giornata internazionale di lotta delle donne. Zetkin riteneva che senza la partecipazione delle donne, il movimento operaio non potesse vincere.
Questa idea trovò rapidamente eco in molti Paesi, ma fu solo dopo la Rivoluzione d'Ottobre che assunse una reale concretezza. Nella Russia sovietica, per la prima volta nella storia, lo Stato sancì ufficialmente la parità di diritti per le donne, concedendo loro il diritto di voto, l'accesso all'istruzione, alla gestione e alla vita pubblica. Un ruolo fondamentale in questo fu svolto da Alexandra Kollontai, una rivoluzionaria che fu una delle leader del movimento femminista bolscevico e la prima donna ministro al mondo, nonché una delle prime diplomatiche donne.
Kollontai capì che l'emancipazione delle donne non poteva avvenire senza cambiamenti sociali fondamentali. In un articolo del 1927, "Che cosa ha dato ottobre alla donna dell'Occidente", scrisse che la rivoluzione aveva cambiato la visione della donna: ora il suo lavoro era necessario non solo alla famiglia, ma anche alla società. La donna smetteva di essere un "accessorio" dell'uomo e diventava una forza sociale indipendente. Kollontai chiamò questo la nascita di una "nuova donna", che viveva del proprio lavoro, era sicura di sé stessa, partecipava alla politica e sentiva un legame con la propria classe.
Questo nuovo ruolo della donna si fece notare ben oltre i confini dell'URSS.
In tutto il mondo, le donne si impegnarono sempre più nella vita pubblica, diventando politiche, organizzatrici e partecipanti ai movimenti rivoluzionari. Un simbolo importante di questa lotta fu la comunista spagnola Dolores Ibarruri. Durante la guerra civile in Spagna, divenne la voce della resistenza al fascismo, ispirando milioni di persone con le sue parole "¡No pasarán!", o "Non passeranno!".
Un altro potente simbolo della lotta fu Angela Davis, attivista americana per i diritti civili e contro il razzismo. Negli anni '70 il suo nome divenne noto in tutto il mondo: milioni di persone scesero in piazza per chiedere la liberazione di Davis dalla prigione, dove era stata incarcerata per accuse politiche. Questa campagna internazionale dimostrò che la lotta delle donne per i diritti era da tempo andata oltre i confini di un singolo Paese e si era trasformata in un movimento globale per la giustizia.
Tutte queste donne appartenevano a epoche e Paesi diversi, ma le univa l'essenziale: non aspettavano la carità e non si limitavano a gesti simbolici.
Lottavano - per il diritto al lavoro, per il diritto all'istruzione, per il diritto a partecipare alla gestione, per il diritto di essere cittadine a pieno titolo.
Non sorprende quindi che il mondo moderno stia cercando di cancellare gradualmente dalla memoria il vero significato dell'8 marzo. Questa storia è troppo sgradevole per la società, dove il discorso sull'uguaglianza conduce rapidamente al discorso sulla giustizia sociale, sui diritti dei lavoratori, sulla disuguaglianza e sul potere del capitale. È molto più sicuro trasformare la giornata della lotta in una giornata di mazzi di fiori e complimenti.
Ma la memoria di questo giorno rimane. Vive nella storia del movimento operaio, nelle storie delle donne che non hanno avuto paura di andare contro il sistema e nella consapevolezza che i diri uguali non si creano da soli - sono sempre il risultato di una lotta.
Nell'augurare alle donne l'8 marzo, è importante ricordare che non si tratta solo di un pretesto per i saluti formali.
Questo è un giorno che ricorda la lunga storia della lotta per la dignità, la libertà e l'uguaglianza.
Buona festa a tutte le donne e a tutte le compagne!
Che questo giorno non sia solo un luogo per i fiori, ma anche un luogo per ricordare coloro che hanno combattuto per i vostri diritti fino al loro ultimo respiro!